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	<title>Moto Sicura &#187; admin</title>
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	<description>Il portale della sicurezza per te e per la tua moto</description>
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		<title>Dainese Tuta D-Air</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2014 16:33:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dainese Tuta D-Air Non dovrebbero servire presentazioni ma Dainese è la più importante produttrice di protezioni da moto, partita da Vicenza all’inizio degli anni ‘70 e col tempo approdata con fama e stima in tutto il mondo. Eccelle nella produzione di abbigliamento tecnico protettivo&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="/uncategorized/dainese-tuta-d-air/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dainese Tuta D-Air</strong></p>
<p>Non dovrebbero servire presentazioni ma <strong>Dainese</strong> è la più importante produttrice di protezioni da moto, partita da Vicenza all’inizio degli anni ‘70 e col tempo approdata con fama e stima <strong>in tutto il mondo</strong>. Eccelle nella produzione di <strong>abbigliamento tecnico protettivo per la moto</strong>, sia per uso stradale sia a livello professionale da pista e specializzata in <strong>ogni tipo di protezione</strong>, dalle scarpe ai caschi, passando per protezioni per la schiena e fasce lombari protettive. Dainese arriva a coprire anche il lato più<strong> fashion</strong> del motociclista, con giacche e pantaloni in puro stile casual, senza protezioni troppo in mostra, da poter sfruttare nell’utilizzo di tutti i giorni.</p>
<p>Per completare il <strong>top della sicurezza</strong> Dainese è riuscita a progettare l’<strong>airbag da moto intelligente</strong>, la protezione definitiva per il motociclista attento prima di tutto alla sicurezza. Sviluppato in due versioni, <strong>Street</strong> e <strong>Racing</strong>, è adatto a qualunque uso specialmente in uso estremo.</p>
<p>D-Air non è semplicemente un airbag ma una intera <strong>piattaforma tecnologica di sicurezza</strong> che valuta attentamente, grazie alle conoscenze applicate dell’elettronica, della meccanica e dell’ergonomia, le informazioni inviate dai sensori e in caso di pericolo gonfia <strong>speciali airbag</strong> attorno al corpo o nelle aree più importanti.</p>
<p>I punti chiave del prodotto sono quindi l’<strong>intelligenza</strong>, essendo dotato di uno speciale algoritmo di attivazione in grado di riconoscere le condizioni di incidente ed attivare il sistema se necessario; l’<strong>efficacia</strong> coprendo la gabbia toracica e gli organi vitali, protegge la schiena e limita le oscillazioni della testa; l’<strong>affidabilità</strong>, il sistema è frutto di 10 anni di studi con più di 5000 ore di test sull’algoritmo, 34 crash test e più di 500000km di affidabilità su strada, ma soprattutto il fatto che è un<strong> sistema wireless</strong>, senza collegamenti fisici con il mezzo e in fine la velocità, in caso di impatto è pienamente protettivo in 45 millisecondi (Tempo Totale di Intervento=Tempo di attivazione + Tempo Totale di Gonfiaggio).</p>
<p>Il sistema è composto di due kit, uno da installare sulla moto chiamato M-Kit e uno inserito all’interno della giacca chiamato J-Kit, composto da varie parti tutte “collegate” da sensori wireless.</p>
<p>Attualmente la tuta è in <strong>sconto</strong> sul nostro <a href="http://www.oramonline.it/shop/">e-Shop</a> a € 2299,00 anziché € 2899!</p>
<p>Guarda la <a href="http://www.oramonline.it/shop/index.php?id_product=1845&amp;controller=product&amp;id_lang=1">versione nera</a> oppure la <a href="http://www.oramonline.it/shop/index.php?id_product=1210&amp;controller=product&amp;id_lang=1">versione bianca!</a></p>
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		<title>Incidenti in calo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 15:18:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche nel 2013 continua il trend positivo di riduzione di sinistri e vittime. Per i motociclisti, merito di protezioni e diffusione dell’ABS. Partiamo dalle buone notizie: anche nel 2013 gli incidenti, i feriti e le vittime sono diminuiti. I decessi,&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="/uncategorized/incidenti-in-calo/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Anche nel 2013 continua il trend positivo di riduzione di sinistri e vittime. Per i motociclisti, merito di protezioni e diffusione dell’ABS.</p>
<p>Partiamo dalle buone notizie: anche nel 2013 gli incidenti, i feriti e le vittime sono diminuiti. I decessi, rispetto al 2012, sono scesi del 9.8% (siamo a 3385 vittime), dal 2001, quando i morti erano 7096, il calo è del 52.3%. Inferiore il calo di incidenti e feriti: rispettivamente -3.7% e -3.5% sull’anno precedente. Le arterie più sicure sono le autostrade, quelle con il maggior numero di incidenti le urbane, quelle con più vittime le stradali, dove c’è comunque una riduzione del tasso di mortalità (da 5.03 a 4.63 decessi ogni 100 incidenti). Le moto restano la categoria di veicoli più pericolosi, ma calano i decessi e (soprattutto, vista la contrazione del mercato degli ultimi anni) il tasso di mortalità: da 1.78 a 1.68 decessi ogni  100 veicoli coinvolti. Vuol dire che il sempre maggior utilizzo delle protezioni riduce le conseguenze degli incidenti, così come la più ampia diffusione dell’ABS. A parziale conferma di ciò, sale il tasso di mortalità dei ciclomotori (da 0.74 a 0.82 decessi) e si impenna quello delle biciclette, ormai vicinissime alle moto per pericolosità (da 1.41 a 1.62). Resta il fatto che in Italia, in proporzione, abbiamo circa il doppio delle vittime del Regno Unito e siamo ben dietro a Spagna, Germania e Francia. Il prossimo obiettivo Onu prevede il dimezzamento delle vittime tra il 2010 e il 2020, con particolare attenzione agli utenti deboli (moto incluse).</p>
<p>Fonte: &#8220;Motociclismo Dicembre 2014&#8243;</p>
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		<title>Patente &#8220;fai da te&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2014 10:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Legge e Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco tutto quello che c&#8217;è da sapere per fare da soli la patente della moto. Poche pratiche e un grosso risparmio rispetto a quanto chiedono le agenzie. Le pratiche e le spese, Le pratiche si fanno in Motorizzazione, bisogna: Compilare&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="/uncategorized/patente-fai-da-te/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco tutto quello che c&#8217;è da sapere per fare da soli la patente della moto. Poche pratiche e un grosso risparmio rispetto a quanto chiedono le agenzie.</p>
<p>Le pratiche e le spese, Le pratiche si fanno in Motorizzazione, bisogna:</p>
<p>Compilare il modello TT 2112 che si trova presso gli sportelli e sul sito ilportaledellautomobilista.it;</p>
<p>Effettuare due versamenti di 16 euro sul cc 4028 e di 24 euro sul cc n° 9001 (più 1.78 euro di tasse postali). I bollettini sono in Motorizzazione;</p>
<p>Portare due foto recenti formato tessera, un&#8217;autocertificazione di residenza in duplice copia, due fotocopie di un documento d&#8217;identità fronte e retro, due fotocopie fronte e retro della patente se già posseduta e due fotocopie del codice fiscale;</p>
<p>Presentare un certificato medico in bollo da 16 euro con fotografia vidimata dal medico, fatto negli ultimi 3 mesi e la sua fotocopia. Il documento si fa alla ASL e il costo varia da regione a regione diciamo che mediamente costa 20 euro. Per avere questo certificato bisogna esibire il &#8220;certificato anamnestico&#8221; rilasciato dal medico di famiglia (circa 50 euro);</p>
<p>Il foglio rosa è rilasciato solo dopo aver superato l&#8217;esame di teoria;</p>
<p>Dopo un mese dal rilascio del foglio rosa si può fare l&#8217;esame pratico. Per prenotarlo va fatto un altro versamento sul cc 4028 di 16 euro (più 1.78 euro di tasse postali).</p>
<p>Il foglio rosa, con il foglio rosa si può girare in moto senza problemi, anche se l&#8217;articolo 122 del codice della strada specifica che &#8220;le esercitazioni&#8230;sono consentite in luoghi poco frequentati&#8221;. Una disposizione che vuole dire tutto e nulla: meglio comunque non farsi trovare a troppi chilometri di distanza dal luogo di residenza o in autostrada. Evitate anche il centro della città nelle ore di punta: un vigile pignolo potrebbe darvi una multa di 84 euro. È possibile portare il passeggero (se si hanno 18 anni): il Codice della strada non dice nulla e tutto ciò che non è vietato è permesso.</p>
<p>Quale moto usare, La moto deve essere intestata a chi fa l&#8217;esame, altrimenti è necessario che l&#8217;intestatario rilasci una delega (basta un&#8217;autocertificazione) in cui dichiara che il candidato può usarla nel giorno dell&#8217;esame. Si può sostenere l&#8217;esame con una moto con cambio automatico (uno scooter) ma la patente sarà &#8220;limitata&#8221;, cioè valida per guidare solo motocicli con questo tipo di cambio.</p>
<p>Quale potenza? Per la A1 si può sostenere l&#8217;esame solo con una moto di cilindrata di almeno 120cm3 e max 125cm3 con potenza massima inferiore o uguale a 11kW velocità max 90km/h e potenza/peso 0.1kW/kg.</p>
<p>Per la A2 ci vuole una moto di almeno 400cm3 ( con tolleranza in meno di 5cm3) potenza tra 20 e 35 kW e rapporto potenza/peso 0.2 kw/kg.</p>
<p>Per la A3 una moto che pesi almeno 180kg (con tolleranza in meno di 5kg) con potenza di almeno 40kw(50kw dall&#8217;1/1/2019) e cilindrata di 600cm3.</p>
<p>La prova pratica, L&#8217;esame pratico è diviso in due parti:</p>
<p>in quella su strada bisogna dimostrare di conoscere le regole di circolazione;</p>
<p>in circuito si fa uno slalom, un passaggio stretto tra i birilli, un esercizio in cui si  simula di schivare un ostacolo e una frenata con la moto che deve fermarsi in uno spazio delimitato. vietato abbattere birilli e appoggiare i piedi a terra.</p>
<p>Fonte: &#8220;inSella&#8221;</p>
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		<title>&#8220;Chest Protector&#8221; questo sconosciuto</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2014 10:23:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbigliamento]]></category>
		<category><![CDATA[Protezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[I protettori per il petto, detti anche &#8220;Chest Protector&#8221; servono a impedire che in caso di urto, alla fastidiosa rottura di una o più costole si aggiunga anche un trauma toracico che è ben più grave. Erano nati per i&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="/uncategorized/chest-protector-questo-sconosciuto/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I protettori per il petto, detti anche &#8220;Chest Protector&#8221; servono a impedire che in caso di urto, alla fastidiosa rottura di una o più costole si aggiunga anche un trauma toracico che è ben più grave. Erano nati per i piloti in pista, molto esposti a questi danni a causa della posizione di guida delle moto da corsa. Gli studi più recenti (in particolare quelli del Trauma Center di Niguarda-Milano), hanno però dimostrato che i danni al torace sono frequenti anche negli incidenti in città, in particolare tra gli scooteristi per la struttura del mezzo. Vediamo allora di conoscerli meglio e di scoprire come indossarli, vedendo infine chi li propone nei propri cataloghi.</p>
<p>Anche i Chest Protector sono certificati, Come per tutte le protezioni,  anche per questa c&#8217;è una normativa europea che ne certifica l&#8217;efficacia: è la recente prEN 1621-3 del 2011, che presenta parecchie novità rispetto alle precedenti normative sui protettori. I livelli di protezione sono sempre due, ma ora sono determinati dal test di ripartizione della forza. Resta anche la &#8220;classica&#8221; prova di impatto diretta: quest&#8217;ultima stabilisce che un protettore pettorale è a norma se la forza media residua, dopo 5 impatti con un percussore rilasciato da un metro di altezza per 50 joule di energia, non supera i 50 kN.</p>
<p>Deve assorbire il colpo senza flettere, I protettori del petto vengono sottoposti al nuovo test della distribuzione della forza per valutare se a seguito di un colpo diretto, il protettore si può flettere verso l&#8217;interno, spezzando le costole. Questa variazione si è resa necessaria perchè a differenza della schiena, che ha un movimento &#8220;ad arco interno&#8221;, il torace ha un movimento &#8220;ad arco esterno&#8221;. La valutazione (calcolata in percentuale e non più in kN) indica il rapporto tra l&#8217;assorbimento della prova d&#8217;impatto diretta e la prova d&#8217;impatto della forza distribuita. Come sempre sono previsti due livelli di protezione: Livello 1 (protezione standard) con un rapporto maggiore o uguale al 15%; Livello 2 (protezione ottimale) maggiore o uguale al 30%.</p>
<p>Ripara anche dal freddo, Il vantaggio di indossare il Chest Protector è anche un altro: portato sotto la giacca, aumenta di circa il 15% il potere isolante rispetto a una giacca che non lo prevede. D&#8217;estate invece è meno fastidioso del paraschiena, perchè appena ci si muove è investito dall&#8217;aria e quindi evita di fare sudare la zona sottostante. Insomma, si può indossarlo senza problemi tutto l&#8217;anno.</p>
<p>Meglio intero o separato? Ci sono due tipi di Chest Protector: quello intero, contrassegnato nelle etichette dalla lettera F (dall&#8217;inglese &#8220;Full&#8221;) e quello separato. Quello intero è più sicuro perchè impedisce la penetrazione di corpi estranei nella parte centrale, cioè lo sterno che invece resta scoperto nella versione &#8220;due pezzi&#8221;. C&#8217;è da dire, tuttavia che la versione in due pezzi è più pratica da indossare nell&#8217;uso di tutti i giorni, quando ci si trova a indossare e levare la giacca più volte al giorno.</p>
<p>Fonte: &#8220;inSella&#8221;</p>
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		<title>Multe, giocano sui tempi?</title>
		<link>http://www.motosicura.it/uncategorized/multe-giocano-sui-tempi/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2014 09:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Legge e Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Fare multe su multe porta tanti soldi nelle casse comunali, ma anche tanto lavoro in più. E così alcune amministrazioni tentano di guadagnare tempo. Fare multe con i moderni sistemi elettronici è troppo facile, anche troppo. I Comuni che puntano&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="/uncategorized/multe-giocano-sui-tempi/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Fare multe su multe porta tanti soldi nelle casse comunali, ma anche tanto lavoro in più. E così alcune amministrazioni tentano di guadagnare tempo.</p>
<p>Fare multe con i moderni sistemi elettronici è troppo facile, anche troppo. I Comuni che puntano a &#8220;fare cassa&#8221; con le multe si trovano però a gestire una quantità di documenti esagerata, con il rischio di mandare in tilt gli uffici competenti. Che fare allora? Per guadagnare tempo prezioso, pare sia normale &#8220;giocare&#8221; con i termini di legge per comunicare le multe. Ecco cosa fanno i Comuni &#8220;furbi&#8221; e come difendersi.</p>
<p>Cosa sono i termini e la notifica: I &#8220;Termini&#8221; sono periodi di tempo ben definiti entro i quali un soggetto ha la possibilità di compiere un&#8217;azione legale. In molti casi non rispettare questi limiti significa non poter più esercitare il &#8220;diritto&#8221;: nel nostro caso, una notifica in ritardo permette di impugnare la multa. Per notifica si intende l&#8217;invio del verbale della multa all&#8217;interessato.</p>
<p>90 Giorni per la multa, Il codice della strada, all&#8217;articolo 201, prevede che &#8220;il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro novanta giorni dall&#8217;accertamento, essere notificato&#8221;. Sembrerebbe chiaro, ma l&#8217;inghippo sta nel momento in cui si devono iniziare a contare i 90 giorni.</p>
<p>Il trucchetto dei Comuni, Molti Comuni fanno partire i 90 giorni dal momento in cui la polizia ha in mano la foto con i rilevamenti degli autovelox. Evidentemente con questo &#8220;trucchetto&#8221; l&#8217;accertamento può essere spostato avanti di alcuni giorni per permettere all&#8217;amministrazione di guadagnare tempo prezioso e effettuare la notifica apparentemente entro i tempi previsti.</p>
<p>L&#8217;interpretazione corretta, In realtà per accertamento bisogna intendere il momento in cui viene commessa l&#8217;infrazione, non importa se questa è rilevata da un apparecchiatura elettronica o da un agente, quindi i 90 giorni devono partire dal giorno in cui l&#8217;autovelox scatta la foto (sentenza Corte Costituzionale 198/1996 e Cassazione 2951/98 e 12023/2000), tutt&#8217;al più in certi casi i giudici contano 90 giorni 24 ore dopo lo scatto. Questo il tempo massimo necessario per avere tra le mani la documentazione.</p>
<p>I messi non valgono, È opinione diffusa che un verbale si consideri notificato dalla polizia quando è consegnato alle poste entro i 90 giorni. Però è possibile sostenere (sentenza Cassazione e altre decisioni di merito alla mano) che la sola consegna alle Poste non legittimi chi ha fatto il verbale a considerarlo notificato entro i termini di legge, se questo arriva oltre i 90 giorni o la giacenza presso l&#8217;ufficio postale si verifichi sempre oltre questo termine.</p>
<p>Fonte: &#8220;inSella&#8221;</p>
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		<title>Moto rubate: poche speranze di recuperarle</title>
		<link>http://www.motosicura.it/uncategorized/moto-rubate-poche-speranze-di-recuperarle/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2014 09:37:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Legge e Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[In tanti ci avete segnalato moto rubate in Italia e ricomparse in vendita in Ucraina, ma vista la situazione, sarà difficile rivederle. Anche chi è assicurato però non riavrà tutti i soldi: ecco perchè. Sul numero di inSella dello scorso mese&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="/uncategorized/moto-rubate-poche-speranze-di-recuperarle/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In tanti ci avete segnalato moto rubate in Italia e ricomparse in vendita in Ucraina, ma vista la situazione, sarà difficile rivederle. Anche chi è assicurato però non riavrà tutti i soldi: ecco perchè.</p>
<p>Sul numero di <strong>inSella </strong>dello scorso mese hanno rivelato per primi lo scandalo delle moto rubate in Italia e ricomparse su siti di annunci ucraini. Mentre raccoglievano informazioni per restituirle ai proprietari, la situazione tra Ucraina e Russia è precipitata e ora diventa quasi impossibile per i proprietari sperare di recuperarle. Ma anche chi ha stipulato una polizza contro i furti rischia &#8220;fregature&#8221; cocenti.</p>
<p>Ucraina e Russia: il traffico era lì, grazie anche all&#8217;impegno del gruppo facebook &#8220;Moto rubate in Italia e rivendute nei paesi dell&#8217;Est&#8221; si è scoperto che la rete dei ricettatori di moto rubate si estende anche in Russia, con concessionari pronti a smistare la refurtiva.</p>
<p>La guerra impedisce di agire, il conflitto che coinvolge Russia ed Ucraina forse ha interrotto il traffico di moto rubate tra i due stati, ma di sicuro rende in questo momento difficile sperare di arrivare a una soluzione del problema. Anche un intervento dell&#8217;Interpol (l&#8217;agenzia che si occupa di coordinare a livello internazionale l&#8217;azione delle forze dell&#8217;ordine di diverse nazioni) è al momento bloccato dalla grave situazione internazionale. Rimane solo la speranza che si possa arrivare a sgominare la banda italiana, ammesso che sia ancora operativa.</p>
<p>Davvero protetti con l&#8217;assicurazione? Vedere la propria moto rubata da poco e già in vendita su un sito straniero è un&#8217;esperienza molto brutta, chi l&#8217;ha provata ci darà ragione. Ma delusioni altrettanto forti possono arrivare anche dalle assicurazioni. Chi stipula una polizza furto-incendio crede di essere &#8220;al sicuro&#8221; almeno per quanto riguarda la parte economica. Ma la realtà può essere molto diversa.</p>
<p>Come si calcolano le tariffe, per assicurare contro furto e incendio un veicolo, bisogna prima determinarne il valore. Per le moto usate si utilizzano le quotazioni Eurotax, facendo una media tra i due valori indicati per l&#8217;anno di immatricolazione. Se invece la moto è nuova, si utilizza il prezzo di acquisto. Per ogni 500 euro di valore della moto si paga una cifra che varia a seconda della zona di residenza: Milano, Roma e Napoli sono più salate di Trento o Potenza.</p>
<p>I &#8220;trucchi&#8221; dei contratti, mettetevi il cuore in pace, anche se siete assicurati non riavrete mai il valore commerciale della moto rubata. Valore assicurato, franchigia e scoperto: ecco il nome dei &#8220;colpevoli&#8221;, da questi elementi dipende l&#8217;importo rimborsato, che comunque sarà sempre al di sotto delle attese.</p>
<p>Valore assicurato, taglio garantito, Il valore assicurato è il prezzo pagato per la moto, ma non corrisponde a quanto sarà liquidato in caso di furto: si tratta solo della base di partenza per calcolare il risarcimento (al ribasso, ovviamente). Su questo importo si calcola il &#8220;valore commerciale&#8221;, cioè il valore che simula il deprezzamento di mercato: il &#8220;taglio&#8221; in genere è sul 20%, il deprezzamento però parte dallo stesso giorno di attivazione della polizza, quindi anche con la moto a chilometri praticamente zero. Per evitare questa fregatura, si potrebbe chiedere la clausola del &#8220;prezzo di listino a nuovo&#8221; che impegna la compagnia a rimborsare il valore della moto per intero se il furto si verifica entro un certo periodo (da 6 mesi a un anno). Comunque anche con questa clausola non si riavranno mai i soldi spesi per l&#8217;acquisto, perchè ci penserà lo scoperto a tagliare il valore risarcito.</p>
<p>Franchigia e scoperto, coppia diabolica, Si tratta di due strumenti &#8220;maligni&#8221; elaborati dalle compagnie. Lo scoperto è una percentuale del danno che è sempre a carico del cliente: se è del 25%, per un danno di 1000 euro il risarcimento sarà di soli 750 euro. La franchigia è una cifra fissa che, in caso di danno, è a carico dell&#8217;assicurato, se è di 200 euro, per un danno di 400 euro la compagnia risarcirà solo 200 euro. Insieme sono dolori, se la polizza prevede insieme franchigia e scoperto sono guai: c&#8217;è un danno di 2000 euro? Se ci fosse solo la franchigia (200 euro) il risarcimento sarebbe di 1800 euro, ma con lo scoperto (diciamo il 25%) il risarcimento sarà di 1500 euro. Se invece il danno fosse di 500 euro con lo scoperto, si avrebbe un risarcimento di 375 euro, ma con la franchigia di 200 euro sarà solo di 100 euro. Ovviamente i contratti prevedono che si applichi la franchigia oppure lo scoperto&#8230;quando sono più favorevoli per le compagnie. Avevate qualche dubbio?</p>
<p>Dichiarando meno, poco risarcimento, Non si può assicurare la moto per un valore superiore a quello reale, ma è possibile farlo per un valore inferiore, così si risparmia sull&#8217;importo della polizza, ma anche tutti i risarcimenti saranno ridotti di conseguenza. Per intenderci, se la moto vale 10000 euro ed è assicurata per 8000 euro, un danno di 1000 euro sarà risarcito per 800 euro.</p>
<p>Se rubata vi restituiscono la RC, In caso di furto della moto, le compagnie sono tenute a restituire l&#8217;importo equivalente alla parte di assicurazione RC che non si è potuto &#8220;utilizzare&#8221; a causa del furto della moto. Un vantaggio, senza dubbio, ma nel caso la moto sia ritrovata bisogna ricordarsi che non è più coperta dalla polizza (come accadeva fino all&#8217;anno scorso) perchè viene bloccata a partire dal giorno della denuncia del furto.</p>
<p>Conservate le chiavi, Alle compagnie non basta sapere che la moto è stata rubata: vogliono anche essere certe che il proprietario si sia comportato in modo attento e corretto. Per questo pretendono di vedere entrambe le chiavi di accensione della moto: per provare che non si erano &#8220;dimenticate&#8221; sulla moto per incuria. Se poi la polizza prevedeva sconti per l&#8217;utilizzo di antifurti, bisognerà presentare anche le chiavi (o i telecomandi) di questi ultimi.</p>
<p>Fonte: &#8220;inSella&#8221;</p>
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		<title>Benvenuti nel 2015!</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2014 07:35:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Protezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Doppio appuntamento &#8220;col botto&#8221; quest&#8217;anno col mondo della moto e degli accessori. All&#8217;inizio di ottobre si terrà a Colonia l&#8217;edizione 2014 di Intermot, poi a novembre, a Milano, sarà il turno di EICMA. Entrambe saranno edizioni più ricche del solito,&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="/uncategorized/benvenuti-nel-2015/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Doppio appuntamento &#8220;col botto&#8221; quest&#8217;anno col mondo della moto e degli accessori. All&#8217;inizio di ottobre si terrà a Colonia l&#8217;edizione 2014 di Intermot, poi a novembre, a Milano, sarà il turno di EICMA. Entrambe saranno edizioni più ricche del solito, perchè si celebrano due importanti ricorrenze: Intermot compie 50 anni, EICMA invece spegne cento candeline. A Intermot potremo vedere le prime novità della stagione 2015, se potrete andare a Colonia, le vedrete voi stessi. Ma non temete, dopo qualche settimana le potrete ammirare a Milano insieme a molte altre novità assolute che le case hanno deciso di &#8220;regalare&#8221; a EICMA per i suoi 100 anni.</p>
<p>Fonte: &#8220;inSella&#8221;, Anno 15 n. 10 Ottobre 2014</p>
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		<title>Protetti anche in città con i capi casual ma tecnici!</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2014 10:43:20 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Abbigliamento]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il comfort è una prerogativa assoluta soprattutto per chi usa la moto o lo scooter anche per gli spostamenti in città. Spesso perciò si sceglie di non indossare capi tecnici per poter utilizzare più agevolmente le due ruote nei tragitti cittadini. Solitamente il motociclista urbano si limita ad utilizzare il casco (ovviamente obbligatorio) ed un paio di guanti. Dall’esigenza di proteggere i motociclisti anche in territorio urbano stanno avendo sempre più ampia diffusione capi realizzati dalle maggiori case produttrici di abbigliamento e che uniscono la protezione e sicurezza necessaria al motociclista con lo stile casual più adatto alla città. Si tratta di giacche dotate di protezioni omologate ma realizzate in materiali freschi, adatti anche ai climi più caldi, e con un taglio decisamente urbano ed alla moda; pantaloni in tessuto jeans rinforzati con kevlar e protezioni su ginocchia e fianchi; sneaker dal design trendy ma con puntale rinforzato e rinforzo sulla zona del malleolo. Un modo efficace di essere protetti anche in città senza rinunciare al comfort e ad un look casual.</p>
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		<title>L’importanza dell’udito nella guida motociclistica</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2014 11:12:20 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Tecnica della moto]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei sensi più sottovalutati alla guida della moto è sicuramente l’udito.  Nonostante questo è proprio grazie all’udito (oltre ovviamente alla vista) che percepiamo i pericoli della strada ed un malfunzionamento dell’apparato uditivo può portare ad un maggiore sforzo per&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="/tecnica-della-moto/limportanza-delludito-nella-guida-motociclistica/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei sensi più sottovalutati alla guida della moto è sicuramente l’udito.  Nonostante questo è proprio grazie all’udito (oltre ovviamente alla vista) che percepiamo i pericoli della strada ed un malfunzionamento dell’apparato uditivo può portare ad un maggiore sforzo per la concentrazione dovendo ricorrere maggiormente alla vista e ad una osservazione più attenta della strada. E’ importante ricordare come sia naturale una perdita di efficacia dell’apparato uditivo col trascorrere del tempo: da una percezione di 12,8-25 dB nell’età giovanile si arriva progressivamente ad un affievolirsi della capacità uditiva fino ad arrivare ad esempio a 22,5-48 dB percepiti nella fascia di età che va dai 55 ai 65 anni. Il 30% degli incidenti  stradali è causato proprio dalla disattenzione e recentemente uno studio dell’Automobil Club d’Italia e dell’Associazione Nazionale Audioprotesisti ha affermato come l’importanza dell’udito alla guida sia notevolmente sottostimata. E’ importante inoltre dotarsi di un casco silenzioso: tutti i modelli recenti garantiscono un ottimale comfort acustico ed una buona insonorizzazione dai fruscii e rumori causati dai turbinii d’aria. Anche l’utilizzo di cupolini maggiorati e spoiler aggiuntivi può aiutare a proteggere maggiormente la zona del cranio dalla corrente d’aria garantendo maggior silenziosità e quindi maggior attenzione alla guida.</p>
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		<title>Arriva l’omologazione per gli Airbag da moto</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Aug 2014 07:52:46 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Legge e Normative]]></category>

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		<description><![CDATA[Di recente è stata approvata la normativa europea EN 1621-4 che si occupa di regolamentare gli airbag per motociclisti. Al momento però la normativa riguarda soltanto quegli airbag ad attivazione meccanica mentre per quelli ad attivazione elettronica come il D-Air&#8230;<p class="more-link-p"><a class="more-link" href="/legge-e-normative/arriva-lomologazione-per-gli-airbag-da-moto/">Read more &#8594;</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Di recente è stata approvata la normativa europea EN 1621-4 che si occupa di regolamentare gli airbag per motociclisti. Al momento però la normativa riguarda soltanto quegli airbag ad attivazione meccanica mentre per quelli ad attivazione elettronica come il D-Air di Dainese saranno necessarie ulteriori valutazioni e studi, nonostante gli svariati punti in comune. Il periodo è caratterizzato dall’ampia diffusione che proprio quest’ultimo tipo di airbag sta avendo tra i motociclisti ed anche tra le case costruttrici. Recentemente infatti Ducati ha deciso di inserire l’hardware del sistema D-Air Dainese direttamente in fase di produzione della sua Ducati Multistrada 1200. Sempre di recente anche BMW ha annunciato che dal 2015 sarà possibile avere a richiesta su alcuni modelli il sistema Dainese.</p>
<p>Importante ricordare le notevoli differenze tra i sistemi meccanici, arrivati sul mercato già nel 1998 e basati sull’attivazione tramite cavo fissato alla motocicletta ed i sistemi elettronici, molto più recenti (il sistema D-Air Street è stato commercializzato nel 2011 ma studiato a partire dal 2001) e basati su speciali algoritmi legati a sensori e centraline wireless installate a bordo motociclo senza alcuna connessione fisica con il pilota.</p>
<p>In entrambi i casi l’area protetta copre l’intera colonna vertebrale (dalla nuca alla zona sacrale) oltre all’importante zona toracica e delle clavicole. Anche la normativa degli Airbag prevede due livelli di protezione come per i paraschiena. Il livello 1 garantisce un valore medio di energia residua trasmessa al corpo inferiore a 4.5 kn, mentre il livello 2 garantisce un massimo di 2,5 kn.</p>
<p>Il futuro della protezione sembra essere riposto proprio nell’airbag elettronico, capo che sta iniziando a ricevere ampia diffusione anche e soprattutto in territorio italiano anche grazie al notevole impegno di aziende leader come Dainese.</p>
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