LE CINQUE REGOLE PER LA BUONA GUIDA IN MOTO

Chi non è interessato all’attività prettamente sportiva, trova nella guida su strada il suo passatempo preferito oppure predilige il viaggiare in sella alla propria moto invece che per mezzo di altri veicoli o mezzi pubblici.
Cosa che forse il più delle volte ci sfugge è la pericolosità della strada stessa.
Tendiamo a valutare pericolosa l’attività di un motociclista che prepara la sua moto e la cavalca in pista, piuttosto che il centauro che si prende il fine settimana libero da ogni pensiero verso la sua meta.
Ed in effetti così dovrebbe essere, anche per questioni nell’impiego di velocità tutt’altro che paragonabili, è però da ritenersi maggiormente pericoloso il viaggiare su percorsi aperti al traffico, imprevedibili le reazioni degli altri utenti distratti della strada, un manto stradale cedevole e probabili ostacoli da evitare.

IN STRADA NON SIAMO DA SOLI

Non siamo soli nemmeno in pista, l’eccezione è data dallo scopo che entrambi ci proponiamo: il traguardo, il tempo, la curva perfetta in pista, totalmente opposti e a volte in contrasto sulla strada.
Questo non è un monito per spingere i bikers ad abbandonare le gite su strada per cedere alle competizioni, a molti di noi questo nemmeno interessa.
Cerchiamo di distinguere insieme i due tipi differenti di guida e scoprire le cinque regole, che riteniamo fondamentali, per trovarsi pronti ad ogni evenienza!

1 CONTROLLO DEL MEZZO, EVITATE DI FARVI TRASPORTARE

Abbiamo constatato come sia importante avere un controllo perfetto del vostro mezzo, in base alle vostre abilità e i limiti che non vanno mai superati.
Regolare l’andatura e lo stile di guida rimanendo nella soglia di autocontrollo necessario per prestare attenzione anche a ciò che vi circonda: un veicolo contro mano, un’auto in panne dietro la curva, attraversamenti pedonali, condizioni della strada, sono solo alcuni degli occhi che dovrete tenere aperti per ognuno di questi pericoli.
Non importa se arrivate ultimi, in strada non si gareggia, poco importa se i vostri amici o compagni di viaggio vi dovranno aspettare per qualche minuto; quello che ci interessa, alla guida, è ottenere l’andatura perfetta, con la mente libera di poter valutare eventuali pericoli, che vi permetta di effettuare ogni manovra e curva con la massima qualità.

2 ACQUISIRE ESPERIENZA CON LA PROPRIA MOTO

L’esperienza maturata in sella alla VOSTRA moto è unica e difficilmente condivisibile con altri.
Sarete voi a comandare ogni singolo movimento e a saperla domare in caso fosse necessario.
Per questo vi consigliamo di prendervi lunghe sessioni di pratica delle manovre base, come inversioni, curve, start e stop, frenate di emergenza (si consiglia fuori rodaggio), circolare in zone trafficate, ma sempre avendo cura di scoprirne il limite.
Il limite è considerato anche nello spingerla all’estremo, ma questo non vi aiuterà di certo a guidarla in strada, dove invece dovrete avere quella confidenza con il vostro mezzo che solo un allenamento di questo tipo vi può portare ad avere nel breve termine.
Controllo del mezzo significa anche averne cura, dagli pneumatici, passando per la catena e per finire agli indicatori di direzione.
Tutto dovrà esservi familiare ed impeccabile, rabboccate l’olio e oliate la catena!

3 LA POSIZIONE DI GUIDA

Aspetto imperativo è la postura alla guida di una moto.
L’equilibrio e la posizione in sella fanno la differenza in ogni situazione, per esempio in caso di perdita di aderenza, se avrete assunto una posizione adeguata il mezzo risulterà recuperabile, in caso contrario ci si potrebbe ritrovare pancia all’aria.

Una presa salda sul manubrio, gomiti leggermente aperti e busto lievemente inclinato in avanti sfruttando gli addominali, che sorreggeranno il vostro corpo anche in mancanza di un’appiglio con le braccia.
Le gambe andranno a seguire il profilo della moto, cosce strette sul serbatoio, piedi perpendicolari all’asse della moto, parte anteriore del piede che appoggia sui pedali.
In curva, lo sguardo ed il corpo seguiranno l’andamento della strada, busto e testa verso l’interno curva e lievemente verso il basso, il ginocchio rimane dove l’avevate sempre lasciato in precedenza: ben saldo alla moto!
Il baricentro va spostato verso l’interno, che a seconda della velocità va fatto più o meno in modo accentuato, per contrastare la forza centrifuga che invece tenderà a spostare i pesi verso l’esterno.

Seguendo queste tecniche di guida, anche se inizialmente vi sembrerà un atteggiamento delle due “robotico” ed artificiale, inizierete a trarne benefici anche nella guida più accesa, senza per questo divenire le caricature, venute male, di Paolo Cevoli!

4 L’INCOGNITA DELLE TRAIETTORIE

Molto spesso vi sarà capitato di assistere a disegni di traiettorie al limite del ridicolo, il più delle volte condite da manovre esageratamente vistose o velocità di manovra al limite dell’imbarazzo, perché ci teniamo a precisare quanto sia improprio guidare un mezzo impedendo la scorrevolezza della viabilità.
Qualche accorgimento e consigli per guidare seguendo traiettorie più umane, ve li riportiamo di seguito.

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In una strada a due corsie in sensi opposti, mantenete un margine di distanza sia dalla parte interna, da dove arrivano le auto del senso opposto, sia dalla parte interna, dove avrete a che fare con fondi sconnessi e ciclisti o pedoni a bordo strada.
Effettuate la curva ad una velocità compresa tra il “non sto impedendo la viabilità a nessuno” e il “non sto facendo una crono-scalata”.
Evitate a priori di invadere la corsia opposta per eseguire una curva qualsiasi, cosa che ha la sua eccezione in quei tratti dove i tornanti risultano realmente aguzzi, talmente tanto da impedirvi di fare altrimenti se non scendendo e spingendo a mano la moto (Stelvio).
La traiettoria deve seguire sempre la strada, se vi risulta impossibile eseguire una curva mantenendo la conformità della vostra corsia non vi resta altro che moderare l’andatura, una vera traiettoria è seguire l’andatura stradale, cosa diversa da quello che accadrebbe un pista.
Le curve non si tagliano, mai. Tagliare le curve significa mettere in pericolo voi e a disagio gli altri che vengono nel senso opposto, costringerli a deviare il loro percorso con manovre azzardate è anche una mancanza di rispetto oltre che del codice della strada.
Se dovete eseguire un sorpasso, anche di un ciclista, va fatto in sicurezza e solo se la strada è libera, priva di ogni imprevisto.

Il modo più sicuro e più prevedibile anche per chi vi sta seguendo, è quello di mantenere una posizione unica e regolare all’interno della corsia, se dovete cercare la traiettoria probabilmente anche il vostro conta km segna velocità sbagliate…in caso contrario i problemi potrebbero essere altri, di tipo sanitario, a buon intenditor poche parole.

5 SEGUIRE UN ESPERTO

Se questi accorgimenti non dovessero bastare, è consigliabile seguire un esperto motociclista.
Spesso basta percorrere centinaia di km insieme con andature lineari, copiando i movimenti e imparando la tecnica in scia al vostro “mentore” preferito.
Mantenere velocità adeguate e distanze di sicurezza è il primo accorgimento.
Il resto aiuterà il neofita a prendere confidenza al doppio della velocità normalmente ottenibile da soli con il proprio mezzo e le regole della buona guida su strada.
Un itinerario montano e parzialmente trafficato è richiesto, ma non è da escludersi anche un percorso più pianeggiante e scarsamente trafficato.

CONCLUSIONI

Siamo sicuri che presa coscienza di queste nozioni base avrete fatto il primo passo verso un rapporto di confidenza duratura ed efficace con la vostra moto.
Sempre ricordandovi di rispettare limiti e persone sia alla vostra sinistra che alla vostra destra.

Buon viaggio!

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